Per chiunque stia valutando questo viaggio con dei bambini, è andato molto meglio di quanto mi aspettassi. Siamo partiti a gennaio, quindi temevo che potesse risultare cupo o frettoloso, ma i siti più tranquilli si sono rivelati adatti a noi. Passeggiare sotto le tombe rupestri licie di Myra, con i bambini che facevano domande, è stato sorprendentemente sereno, e la nostra guida ha gestito con grande pazienza i loro continui «perché» e «quanti anni ha questo?». La barca con il fondo di vetro sopra la Città Sommersa di Kekova è stato il momento in cui tutto ha preso forma per loro: continuavano a indicare muri e gradini sott'acqua come se fosse una lezione di storia dal vivo. Il pranzo a Demre era piuttosto semplice e le bevande si pagavano a parte, quindi è utile saperlo in anticipo, ma dopo una mattinata fresca e ventosa è stato caldo e abbondante. La Chiesa di San Nicola mi è sembrata più raccolta di quanto immaginassi, e perfino i bambini vi si sono fatti silenziosi. Ripensandoci a distanza di qualche giorno, a restarmi davvero impressi sono la calma della luce invernale sul mare e il senso di una storia stratificata, più che l'idea di aver semplicemente spuntato un elenco di luoghi da visitare.